TECNOLOGIE MUSICALI. Così è come tutto ha avuto INIZIO.

Ogni anno fiere internazionali come NAMM e Musikmesse canalizzano l’attenzione del pubblico per mostrare cosa offre di nuovo il mercato strumentale. In un mondo in cui la tecnologia si rinnova fino a surclassare le proposte precedenti, non pare strano che per giungere ad uno standard ci siano voluti secoli.

La storia della musica è quella del progresso tecnico e tecnologico degli strumenti, e delle metodologie: il mercato di produzione artigiana e quello recente della programmazione si sono sempre mantenuti al passo con le novità. La ricerca sulle forme e i materiali, l’invenzione di nuovi strumenti, la nascita del digitale sono solo alcuni elementi del progresso tecnologico, inoltre il lavoro dei musicisti e beta-tester ha permesso di avere un feedback sempre più attivo con il campo di applicazione.

Ma questo non è solo frutto della modernità o dell’era di internet. Lo sviluppo tecnologico musicale c’è sempre stato! Se i nostri strumenti potessero guardarsi indietro vedrebbero un’infinità di rami di famiglia abbandonati, ed un tronco che li vede svettare all’apice della propria evoluzione.

Il giardino rigoglioso della Musica ha visto due date spartiacque del progresso tecnologico musicale che lo hanno rivoluzionato in modo indelebile:

Un esempio delle possibilità di connessioni MIDI


Bach scrive il Clavicembalo ben Temperato per affermare l’importanza del sistema di accordatura temperato che usiamo ancora oggi. Dave Smith e Chet Wood, invece, sviluppano il linguaggio informatico MIDI per mettere in comunicazione le macchine digitali – e quelle analogiche provviste del protocollo – in una rete di controllo mai vista prima.

Queste rivoluzioni così importanti hanno a che fare con il linguaggio, che per primo permette il progresso degli strumenti, che ora possono accorparsi in ensemble sempre diversi e unire le proprie linee di discendenza per raggiungere l’eccellenza costruttiva.

La fase più ricca del progresso artistico e tecnologico è il ‘900, secolo della modernità e delle avanguardie. Il lavoro congiunto di costruttori, musicisti e compositori è arrivato a vette altissime, portando lo sviluppo ed una letteratura che ha consacrato gli strumenti alla storia della Musica.

Di seguito riportiamo alcuni personaggi e strumenti protagonisti del XX secolo.
Nel 1919 Leon Theremin inventa l’omonimo strumento, con il grande lavoro artistico e trattatistico di Clara Rockmore; il 1928 vede nascere l’Onde Martenot, caro al compositore francese Olivier Messiaen; nel 1933 Paul Hindemith scopre il Trautonium e fonda la prima classe di musica elettronica al Conservatorio di Berlino; Stockhausen nel 1955 scrive il primo brano per sintetizzatore modulare, e Wendy Carlos lo impiega per eseguire Bach nel suo celebre disco del 1968; è il 1956 quando Xenakis lavora alla musica algoritmica; nel 1970 Moog commercia il Model D, il primo sintetizzatore integrato; Emmett Chapman inventa il Chapman Stick nel 1974; il 1977 è l’anno di Stria, composizione di John Chowning, inventore della sintesi FM lineare; pochi anni dopo Bill Bruford sarà lungimirante nell’inserire le percussioni elettroniche nel drumset.

L’elenco prosegue fino ad arrivare alle moderne OP-1 di Teenage Engeneering e Seaboard targata ROLI, strumenti che hanno rivoluzionato ancora una volta l’approccio alle tastiere. 

Dall’alto: l’OP-1 di Teenage Engineering, la Seaboard Blocks di ROLI

Sottovalutare il progresso musicale è sottovalutare la storia dell’Arte e dell’uomo; abbracciarlo ci permette scegliere il meglio per le nostre opere, muta il nostro approccio al lavoro e ci fa crescere.


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