5 virtual instrument MAGICI in Logic Pro

Ok, facciamo che scegliamo un software: Logic Pro X. Poi facciamo che lo usiamo per creare, dalla A alla Z, una base musicale. Infine facciamo, senza estreme pretese discografiche, che questa base debba suonare in radio.

E’ possibile? Certo, risponderete voi. Ma se vi chiedessi di fare tutto ciò senza utilizzare strumenti o virtual instruments esterni? Niente acquisti top di gamma, niente download pirata… è possibile fare un disco di qualità usando solo il software e i suoi virtual instruments?

Sì, si può.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dei 6 Virtual Instrument Indispensabili, e, ovviamente, erano tutti strumenti di altissima qualità, realizzati dai top brands nel panorama dei software musicali e abbordabili soprattutto da coloro che con i dischi ci lavorano (e bene) e che di conseguenza riescono a rientrare dei costi iniziali.

In questo articolo invece, anche grazie ai suggerimenti forniti da voi lettori, parleremo di quegli strumenti che possono regalare non poche soddisfazioni a chi ha appena iniziato a “lavorare” con la musica o semplicemente a chi vuole riscoprire strumenti free inclusi nel proprio software (che in questo caso vengono comunque creati da un brand di tutto rispetto: Apple).

Perché abbiamo scelto Apple Logic Pro X? Perché è uno dei software migliori sul mercato e perché in studio, per le produzioni, usiamo proprio lui.

Ecco la nostra lista dei Magic 5, scelti all’interno dei 50 GB di librerie offerte di default da Apple all’acquisto di Logic Pro X:

  • EXS24: è un campionatore che riproduce file audio (chiamati campioni) caricati al suo interno e organizzati in raccolte, denominate sampler instruments. Poiché gli strumenti di campionamento sono basati su registrazioni audio, risultano ideali per ricreare suoni di strumenti come chitarre, pianoforti e batterie. A questo si aggiunge la possibilità di operazioni di sintesi, oltre al fatto che EXS24 è compatibile con strumenti campionati provenienti da librerie esterne e, come se non bastasse, fornisce fino a 16 uscite da poter utilizzare per ottenere la maggiore flessibilità possibile per le operazioni di mix.

  • Drum Kit Designer e Drummer: il modo più semplice per utilizzare un suono di batteria acustica è lavorare con Drum Kit Designer.  E’ sufficiente aprirlo e selezionare un kit (o comporne uno personalizzato scegliendo tra diversi rullanti, casse, tom, hi-hat e piatti). Ah.. il mix dei componenti scelti viene fatto in automatico per aiutare i meno esperti. Scegliendo un Producer Kit, invecesi ha accesso al mix completo (editabile) con le tracce separate per tutti i microfoni come quando si registra in studio.
    In aggiunta, è possibile affidare tutti questi strumenti alle capaci mani del Drummer, un batterista virtuale disponibile a suonare per chiunque lo desideri. Possiamo scegliere tra diversi drummer (ognuno con il proprio stile) e dargli istruzioni sul ritmo, l’intensità e l’articolazione che vogliamo ottenere per la nostra traccia. (Ed ora aspettiamo l’aggiormanento che includa anche il caffè espresso che fuoriesce dalla porta USB).
  • Ultrabeat: è uno strumento progettato appositamente per creare suoni percussivi ma… include 25 voci, ognuna con accesso a uno step sequencer completo. Ecco perchè, in genere, è presentato come un drum synth. Possiede oltre 80 kit preimpostati che possono facilmente essere caricati dal menu Preset per essere poi adattati alle varie esigenze. Davvero notevole la gamma di timbri e stili disponibili.

  • Alchemy: è un sample-manipulation synthesizer, il che significa che i suoi suoni sono basati su più di 14 GB di campioni audio reali che il sintetizzatore può elaborare. Se stai cercando un suono in fretta, puoi selezionare una vasta gamma di preset e manipolare i controlli. Se vuoi approfondire, invece, hai a disposizione uno strumento che fa sintesi additiva, spettrale, per formanti, granulare e analogica (virtuale). È difficile trovare un altro singolo strumento che faccia altrettanto tramite un’unica interfaccia.
  • ES2: offre un approccio più tradizionale alla sintesi, è versatile ed offre la possibilità di creare qualsiasi cosa, dalle emulazioni dei classici synth agli strumenti completamente nuovi e dal suono unico.
    Dal punto di vista della programmazione mette a disposizione un potente sistema di generazione del suono, con estese funzionalità di modulazione per generare una grande varietà di suoni. Ciò lo rende un’ottima scelta per la creazione di pad, lead, bassi o ottoni sintetici.

    La programmazione di questo synth è certamente la strada da percorrere per chi vuole iniziare a distinguersi.

 

Ci teniamo a concludere sottolineando che le Digital Audio Workstation valide sono diverse e che ognuna di esse fornisce, al suo interno, strumenti in grado di offrire a chiunque la possibilità di creare la propria musica. Sta alla devozione di ogni singolo producer ampliare o meno le proprie conoscenze e le proprie librerie, per puntare a prodotti discografici di qualità sempre maggiore.