Esorcismo: demonizzare l’elettronica non ti rende un musicista più puro

Siamo oramai nel XXI secolo, eppure molti miei colleghi continuano a guardare con smorfia di disapprovazione le nuove tecnologie: utilizzo di PC, batterie elettroniche, drum machine, sampler, sequenze e via dicendo. La motivazione principale è: “si sente che sono finte”, e: “insomma, suonare con il computer non comunica nessuna emozione”. Beh, in questo articolo vorrei dimostrare che non è così, per cui consiglio ai più conservatori di armarsi di una Bibbia e suonare subito il proprio strumento (rigorosamente acustico) per scacciare ogni forma di eresia.

Per poter spiegare le mie posizioni basta prendere un qualsiasi album degli ultimi vent’anni (o forse anche più vecchi) di un qualsiasi genere musicale, metterlo nel lettore ed ascoltarlo. Ancora prima dell’artisticità e della bellezza della musica ascoltata, salterà all’orecchio la produzione dettagliata che sta dietro ogni singolo istante: dalla scelta dei suoni alla scelta dello strumento freddamente calcolata. E non solo, perché anche le melodie, i testi, i groove devono essere perfetti ed impeccabili, per cui il 70-80% del lavoro sarà controllato e corretto digitalmente dal computer. Sembra una sciocchezza, ma già solo questo comporta una massiccia contaminazione di ciò che ascoltiamo, tale da confondere (almeno al pubblico medio) ciò che è il suono reale e ciò che è un costrutto artificiale.

Avendo quindi messo in dubbio il nostro senso dell’udito o perlomeno la nostra percezione uditiva, ora entriamo nel succo del discorso. Dopo aver passato qualche anno a lavorare con attrezzatura elettronica di varia natura, vi posso dire che non voglio più tornare indietro: l’infinità di soluzioni a cui puoi accedere, nonché la quantità di combinazioni sonore limitate solo alla fantasia del momento, sono due aspetti che non si possono non desiderare. Diciamo pure che ho venduto l’anima al diavolo.

Da batterista, anche della batteria elettronica non posso che essere soddisfatto, sia per la praticità durante la fase di studio, sia per il pieno controllo dei volumi e dell’EQ di ogni singolo pad. Inoltre, non è assolutamente vero che la batteria elettronica è troppo finta rispetto alla tradizionale: dagli anni ottanta sono passati quasi quarant’anni, la sua tecnologia è migliorata in maniera esponenziale e adesso, oltre ad essere diventata una degna sostituta della sorella acustica, è riuscita ad ottenere una propria identità divenendo uno strumento a sé stante.

Visto che ho citato lo studio e la pratica vi do un consiglio: con l’ausilio di un qualsiasi software musicale, potete mettere in loop qualsiasi fonte audio, e se anziché il classico play-along prendessimo una frase estrapolata da un film o da una serie tv, o una sequenza di suoni come anche il rumore del traffico? Potremmo creare una base su cui noi batteristi potremmo esercitarci, ottenendo molte volte tempi dispari o accenti non convenzionali, in modo da poter lavorare su nuove soluzioni ritmiche. pensateci e poi diteci com’è andata.

Per darvi un’idea su come si crea un set ibrido mi permetto di descrivere il mio set-up completo: oltre alla batteria acustica (talvolta sostuita da quella elettronica) ho un MultiPad per poter azionare samples e/o sequenze; una Drum Machine per rendere più corposa la sezione ritmica, come se fosse un percussionista aggiunto; un sintetizzatore monofonico per linee di basso o per lanciare ulteriori sequenze melodiche; una molla con un microfono a contatto collegata a un multi-effetto; talvolta aggiungo altri pad singoli per avere ulteriori suoni.

Screenshot dello strumento virtuale XLN Audio Addictive Drums 2.

Non mi sento in colpa a preparare i suoni su PC, a preferire soluzioni elettroniche anziché la classica batteria, perché la Musica è anche ricerca e sperimentazione continua, ed è anche questo atteggiamento che la mantiene viva dopo millenni.

Per farvi un’idea delle potenzialità dei setup ibridi vi consiglio di ascoltare i lavori di Danny Carey sia nei Tool che negli Zaum, di Bill Bruford e Pat Mastelotto nei King Crimson, i progetti Paris Monster e Pinn Panelle, ma ovviamente di esempi ce ne sono a migliaia!

PS. Se vuoi approfondire l’argomento partecipa al workshop dedicato che si terrà presso lo studio di registrazione AltreFrequenze di Brescia!


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